Negli studi e nella monumentale opera della compositrice e ricercatrice Mariangela Ungaro, esposta nella collana di libri Cinema d'ascolto (edita da Pluriversum Edizioni), il "totem sonoro universale" è un concetto teorico cardine che ridefinisce il ruolo della musica e del suono nel cinema a livello antropologico, psicologico e interculturale.
La studiosa definisce il totem sonoro universale come la struttura archetipica del suono in grado di superare le barriere linguistiche e culturali, parlando direttamente all'inconscio collettivo dell'intera umanità. Non è un oggetto fisico, ma un pilastro concettuale ed epistemologico.
I punti fondamentali per comprendere questo concetto sono tre:
1. La musica come linguaggio universale "oggettivo"
Per la Ungaro, la musica nel cinema non è un semplice ornamento dell'immagine, né un elemento puramente soggettivo. Il totem sonoro rappresenta la prova che la musica funziona come una lingua universale condivisa da tutti i popoli. Attraverso l'analisi di oltre trent'anni di cinema planetario (dalle origini ai giorni nostri), la studiosa dimostra che determinate strutture acustiche, intervalli musicali e combinazioni sonore evocano le stesse identiche risposte emotive e socio-psicologiche a prescindere dalla provenienza dello spettatore.
2. Una "verità sconcertante" e anticipatoria.
Nel cinema d'ascolto, il totem sonoro opera come una sorta di entità superiore o, come scrive l'autrice nelle sue analisi, quasi come un'"esplicazione della Volontà di Dio". Significa che l'elemento sonoro possiede una funzione rivelatrice:
Comunica una verità profonda che l'immagine o la parola scritta a volte nascondono.
Anticipa gli eventi: lo spettatore sa già a livello viscerale cosa accadrà o cosa sta avvenendo sullo schermo unicamente in base a ciò che avverte l'orecchio.
3. Strumento di pace e unione interculturale.
L'obiettivo più profondo della teorizzazione del totem sonoro universale è di natura etica e filosofica. Dimostrando l'esistenza di questa matrice sonora comune a tutte le culture del mondo, la Ungaro utilizza il totem sonoro per portare "prove certe che la pace non sia un'utopia". Poiché l'umanità reagisce allo stesso modo davanti alle medesime frequenze e strutture musicali, le diversità culturali tra i popoli si rivelano essere solo apparenti.
Ci sono anime sconfinanti e anime sconfinanti. Sino ad oggi ho raccontato di anime al galoppo.
appartenenti a personaggi le cui vite e la cui arte hanno davvero molto di romantico.
Ci sono però anime sconfinanti che non fanno fracasso. Niente vento e tempesta per loro. Sono piuttosto anime dall'apparenza tranquilla, che ti verrebbe di definire soavi.
Anima soave mi pare un buon modo per introdurre la protagonista di questa pagina, Mariangela Ungaro. Pianista, compositrice, cantante, musicologa, didatta. Nata nel 1975 a Milano.
La Milano degli anni di piombo, dei primi dubbi sul modello economico legato al boom.
La famiglia di Mariangela è una famiglia onesta e operosa, nessun eccentrico e nessun artista nel suo albero genealogico.
Un segno connotante però arriva presto. La bambina è da fiaba: bionda, delicata come un angelo, occhi larghi di un azzurro venato di grigio malinconia, insomma è bellissima, il sogno di tutti i genitori, ad un certo punto però la fiaba si rivela una fiaba nera di quelle alla Tim Burton, la bambina si ammala. Non le normali malattie infantili ma una malattia lunga, durerà anni, e dolorosa.
Una malattia che porta con sé un' apparente maledizione che invece si trasforma in dono. La solitudine.
Un dono che la rende simile a quelle monache mistiche, scrittrici e musiciste del medioevo, Rosvita o Hildegarde von Bingen.
E infatti, con la solitudine, viene per Mariangela l'attitudine all'ascolto, e dall'ascolto una sensibilità pressoché assoluta al suono, nel senso più ampio, vibrazione, parola, frammenti di melodie, rumore.
Quando molto più adulta comporrà usando cellule sonore come cellule madri che generano sequenze potenzialmente infinite, farà tesoro di quel suo approccio legato ad una mancanza. Niente giochi con altri bambini e niente corse sfrenate. Sarà la musica a salvarla.
Sola impara presto a riprodurre le canzoni che ascolta alla radio e alla tivu, la capacità eidetica di Mariangela è sorprendente. Come sorprendente è il suo canto che non l'abbandonerà mai.
Fischietta persino, abilità con cui ancor oggi strabilia chi l'ascolta.
I genitori si convincono ad avviarla allo studio del piano per cui si rivela subito dotatissima, ma se questo, date le premesse, può sembrare scontato, meno scontata è l'altra capacità che emerge in modo del tutto spontaneo, quella di rielaborare il materiale sonoro. Qualsiasi materiale sonoro. La Ungaro è onnivora.
Vince premi e concorsi prestigiosi, appare come una fata ma il suo tocco è nervoso ed energico. In lei si intuisce una forza tranquilla ma inesorabile.
La carriera di concertista però non le basta. La Ungaro capisce presto che non può essere soltanto esecutrice, sia pur a quei livelli che, per difficoltà e sensibilità richiesta, nella musica colta, danno all'interprete uno status altissimo.
E presto emerge anche un'altra particolarità, che forse le deriva da un genius familiaris, una propensione quasi artigianale, la musica per lei è davvero qualcosa “che si fa” nel senso più completo del termine.
A dodici anni viene commissionato a Mariangela, da un collega del padre, musicista amatoriale, l'adattamento di quella che molti critici considerano una delle più belle canzoni mai scritte, Stardust, brano jazz dalle mille suggestioni. Il suo primo lavoro pagato. Qualcosa che ha a che fare con le stelle. Dunque con il successo. Non necessariamente un successo come lo intende il senso comune.
Molti anni dopo comunque chiamerà Stardust il suo studio factory, progetto multimediale compendio di tutti i diversi aspetti del suo operare, della sua technè. L'idea del successo di Mariangela.
E forse questo gusto per l'aspetto artigianale che conduce l'artista a considerare la musica nella sua totalità, dirigerà persino cori gospel, fedele alla dodicenne di genio che arrangia Stardust continuerà ad essere avida di ogni forma e genere musicale.
Gli studi di composizione sperimentale la sospingeranno verso la ricerca, suoi brani vengono eseguiti in programmi che propongono composizioni di Ligeti, Stravinskij, Berio. In lei però non c'è traccia dei compiacimenti astrusi che talvolta affiorano in altri autori di contemporanea.
La Ungaro ama il suo pubblico, non vuole abbagliarlo o spiazzarlo o umiliarlo. Vuole piuttosto accompagnarlo in territori che si pensano a torto, difficili e fuori dalla portata di tutti.
Un tratto materno forse, all'inizio parlavo di soavità. O un portato della sua attività di didatta a contatto con i bambini. O ancora della sua profonda umanità, lei non è mai vissuta in una torre d'avorio. In lei l'eccellenza è cresciuta nella sofferenza, nell'esclusione, in quella malattia di cui ora non c'è più traccia esteriore ma che tanto l'ha segnata. E le ha insegnato.
Molte volte ha scelto strade che non l'hanno portata lontano. Vicoli ciechi. Ad un certo punto si sposa, va via, in Francia, ha una figlia, il matrimonio non funziona e pare che la sua carriera di musicista sia in pericolo.
Ma lei ritorna. E rinasce. Studia a Chieti con Luis Bacalov che le spalanca le porte della musica per film.
Trova poi un'anima gemella, Emanuele Contreras, cantante e mago informatico, che la inizierà ai misteri del web. A tutte le potenzialità tecnologiche che al web sono collegate. La Ungaro impara così a comunicare nell'epoca di Internet. Crea una radio on line con una rubrica dedicata proprio al cinema. Naturalmente al cinema che si ascolta. Le colonne sonore.
Emanuele diventerà suo compagno nella vita e nella musica. Chi scrive prova grande empatia verso le coppie che percorrono un cammino artistico comune, c'è un rimando potente allo struggente mito platonico dell'androgino. Due metà, divise agli esordi della creazione, che finalmente si ricongiungono.
La Ungaro trova anche il tempo di mettere in piedi iniziative di grande respiro come la Maratona per lo tsunami. L'idea era quella, allora piuttosto ardita, di portare al Conservatorio di Milano, musicisti di ogni genere, accomunati dalla qualità, per raccogliere fondi destinati alle vittime dello tsunami.
Una due giorni di musica senza frontiere che ancor oggi ricordano in molti.
Lì, in una sala Puccini gremita all'inverosimile, ci siamo conosciute, o forse riconosciute, lì ho debuttato, con il duo formato da quello che è mio compagno nella vita e nell'arte e da me, con un primo abbozzo di un lungo lavoro di ricerca sulla musica ebraica e sulla musica popolare. Il nome del nostro duo è Stellerranti, ancora una volta parliamo di stelle. Affinità Elettive?
Molto ci sarebbe ancora da raccontare ma vorrei chiudere accennando ad un altro talento di Mariangela la soave, un talento oggi rarissimo, saper riconoscere il talento altrui, soprattutto quello non convenzionale. E prodigarsi per “farlo durare e dargli spazio”.
C'è davvero nella Ungaro una vocazione speciale e soprattutto modernissima. La vocazione alla bellezza condivisa. Sulla rete e nel mondo reale.
BIOGRAFIA
Mariangela Ungaro, classe 1975, studia pianoforte principale sotto la guida di Paola Girardi presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano; dopo il Diploma, brillantemente conseguito, si perfeziona con L. Berman e B. Petrushanskij: si dedica alla carriera concertistica che la porta ad esibirsi in tutto il mondo, sia come solista, sia in varie formazioni da camera, sia in orchestra. Inoltre, fin dall’infanzia, vince prestigiosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali. Comincia gli studi compositivi sotto la guida prima di Sandro Gorli, poi di Sonia Bo, presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Si diploma a pieni voti in Composizione Sperimentale. Si specializza nella produzione di composizioni cinematografiche e teatrali: vince il III° premio Nascimbene di musica per film e lavora con alcuni registi emergenti. Studia con Ennio Morricone e Luis Enrique Bacalov. Le sue musiche sono eseguite ed ascoltate a livello mondiale. Nel ramo letterario, vince la targa “Superprestige” al premio Shakespeare, per essersi distinta in diverse sezioni, dalla novellistica alla poesia, dal saggistica alla sceneggiatura teatrale. Nel 2008 fonda STARDUST ARTISTIC STUDIOS, con Emanuele Contreras: 6 studios di produzione audio e video, scuola di musica, organizzazione eventi culturali, servizi per scrittori, servizi web marketing. Dal 2021 è direttrice dell' ufficio stampa di Pluriversum Edizioni di Ferrara e pubblica la sua opera omnia dal titolo "Cinema d'ascolto": la storia dell'umanità a livello mondiale, raccontata attraverso il suono del cinema, dalle origini della settima arte ai giorni nostri. L'opera, già protagonista di diverse presentazioni in varie parti d'Italia, è stata presentata nell'ottobre 2023 al Conservatorio di Milano, oltre che diverse volte al Salone del Libro torinese e alla Fiera dell'Editoria milanese, oltre che in altri prestigiosi eventi letterari internazionali. Dal 2020 collabora con alcune radio indipendenti italiane come speaker, commentando le colonne sonore dei films: la rassegna FILM ALLA RADIO di Marco Pieroni, ha ricevuto il premio miglior rubrica radio italiana nel 2025. Nel Gennaio 2023 inizia una solida collaborazione artistica con l'attore, autore e regista teatrale Francesco Ingrosso che la porta ad esibirsi con recitazione e musica in vari eventi culturali. Ha studiato recitazione con Eugenio Barba ed Enrico Bonavera. Lavora per alcuni registi italiani emergenti anche come attrice. Debutta nel Febbraio 2026 con lo spettacolo di Rocco Di Gioia "Strettamente Riservato "
Uomo! Ti hanno insegnato a controllare i tuoi sentimenti, le tue emozioni, ad essere forte. ANIMICIDIO è uno spettacolo di impatto, intenso e allo stesso tempo profondo ed emozionante. È un monologo dove il ‘politicamente scorretto’ diventa necessità per mettere in contraddizione l’idea collettiva che vede solo LUI, l’uomo, essere il cattivo, la bestia, lo sbagliato; l’unico colpevole di una relazione fallimentare. Ma è sempre così? Cosa succede quando è lei, la donna, a manipolare l’uomo fino ad uccidergli l’anima? Si insinua il dubbio che porta lo spettatore a profonde riflessioni. Ecco allora che il giudizio personale, la coscienza di chi assiste è chiamata in appello per dare una risposta alla vera domanda: chi è il vero colpevole? #teatrocontemporaneo #animicidio #violenzadigenere #adultsonly #politicamentescorretto
Il professor Antonio Di Bartolomeo mi ha chiesto ieri di girare un video semplice in cui parlavo ai suoi studenti (della IV T del Liceo Ariosto di Ferrara) della canzone vincitrice di Sanremo 2023.
La Musica però ha preso il sopravvento e, come mi succede spesso, vedi CINEMA D'ASCOLTO, mi ha portata in questo bellissimo viaggio in tutte le epoche storiche, di cui la stessa Musica è specchio fedelissimo e veritiero.
La musica italiana ha avuto il merito di saper raccontare davvero la vita degli Italiani, meglio della Storia e delle cronache politiche! Bisogna sempre sfidare se stessi! Sempre! Esattamente come la mitica casa editrice no eap Pluriversum Evolution.
Buon ascolto a tutti.
Probabilmente alcuni "addetti ai lavori" si sbellicheranno dalle risate, e sono felice di avergli regalato un momento lieto... Amo la Musica, in tutte le sue forme e la eseguo e la racconto come più mi piace; parafrasando il trombettista Max del film "La leggenda del pianista sull'oceano": non sei finito finché hai una buona storia da raccontare. E qui ce n'è di Storia! Non potevo festeggiare meglio il San Valentino, con il grande e vero Amore della mia vita, da sempre: LA MUSICA!
La Shoah raccontata attraverso le testimonianze della gente comune, ma anche come spunto di riflessione attualissima, dalla visione olistica, critica, filosofica, storica e geopolitica, di TUTTE LE ABERRAZIONI della Storia dell'umanità (o di ciò che ne resta).
Con questo video amatoriale, in presa diretta, si condividono le riflessioni di una serata culturalmente notevole e particolarmente struggente: il dolore del ricordo.
Presso C.I.Q. (Centro Internazionale di Quartiere, via Fabio Massimo, 19 - Milano)
Con Francesco Ingrosso (attore) Giorgia Meroni (attrice) Giovanni Sessa (musicista) Sergio Farci (relatore)
In collaborazione con: NUOVE PROSPETTIVE APS
CIRCOLO INTERNAZIONALE DI QUARTIERE - CIQ -
CAROVANA DEI LIBERI PENSATORI LIBERI PENSIERI (associazione di politica e cultura)
Video amatoriale in presa diretta a cura di M. Ungaro NEW STARDUST ARTISTIC STUDIOS
Sigla di testa e titoli di coda: "Schindler's list e Ha Tiqwa" Arrangiamento originale, live concert del 10 Maggio 2012 orchestra giovanile del Conservatorio G. Verdi di Milano (direttore P. Corrado) Violino solista: Daniela Cammarano Soprano solista: A.Tratangeli Cori: Haendel, Città di Milano e Gospel Singers of Milan (diretti da Ornella Pisano)
Esempio notevole di booktrailer cinematografico, presentato in esclusiva per Pluriversum Evolution dalla nuova Stardust Studios.
Lavoro originale di Giacomo Lattuca, dedicato all'opera letteraria dello scrittore Michelangelo Volpe, edito da Pluriversum Evolution.
Servizi per scrittori e poeti
STARDUST POETRY
- sala conferenze
- conferenze e presentazioni
- booktrailers
- concerti ed eventi culturali
Pluriversum Evolution Edizioni di Ferrara sostiene progetti sociali, letterari e artistici funzionali alla divulgazione di una filosofia plurale. È una casa editrice free con distribuzione nazionale che investe sugli autori per consentire una diffusione della pluralità attraverso libri di pregio.
PLURIVERSUM partecipa a fiere e festival. Nel video potrete seguire la casa editrice e i suoi autori e autrici durante la fiera di Brindisi, "La città della Letteratura" dal 26 al 28 Agosto, presso Grand Hotel Palazzo Virgilio. Vi aspettiamo 8 e 9 Ottobre 2022 nella splendida location Cascina Cuccagna, a Milano, per la fiera dell'editoria italiana, "fiera Edita", dalle 10 alle 19. Grazie per la cortese attenzione. E buona Letteratura a tutti!